Aliseda

Aliseda nasce nel 1990 realizzando gioielli di scuola tradizionale fiorentina, ben presto lo stile del laboratorio viene arricchito da motivi archeologici, soprattutto etrusco-romani.
Così come le forme anche le tecniche di lavorazione sono riprese da quelle antiche, tuttavia la creatività e la sperimentazione hanno un ruolo importante nella produzione dei gioielli.
La lavorazione parte dai metalli puri per ottenere le varie leghe impiegate, alcune riproposte dopo la loro scomparsa in età moderna, come l’elettro e l’asèm.
Le gemme vengono tagliate da cristalli naturali scelti appositamente, a volte riproponendo tagli antichi come quelli dell’Encyclopédie Diderot e D’Alambert. Tra le pietre dure taglio cabochon hanno un ruolo importante i diaspri e i calcedoni toscani.

“La storia del gioiello è la storia stessa dell’uomo, immerso nella corrente della vita e deciso a celebrarla e a potenziarla. Da tempo immemorabile il culto della bellezza si lega strettamente a quello della forza vitale e nulla più della pietra, che rappresenta il massimo di stabilità e di concentrazione della materia, è stato creduto capace di imprigionare quanto di più immateriale e potente sulla terra e nel cosmo ci sia, appunto l’energia vitale. I primi ornamenti ricavati dall’osso, da conchiglie, poi da pietre e metalli hanno tracciato nella storia delle culture umane la genealogia della bellezza. Bello, all’origine, è ciò che accresce la vitalità, che conferisce il rango e il carisma, che trasforma in sacro il profano. Solo successivamente l’aspetto meramente decorativo del gioiello e il calibro sociale dell’ornamento prenderanno il sopravvento. La fucina dell’orafo tradizionale è un luogo ‘magico’ e segreto. Lì avviene infatti il passaggio del grezzo e dell’opaco in ciò che risplende, la trasformazione delle meraviglie della natura in tutte le specie minerali, ma anche vegetali e organiche utilizzate dall’orafo, in oggetti impregnati di cultura e dotati di stile. Eppure tra gli orafi stabilirei una differenza, e i lavori della bottega ‘Aliseda’ lo sottolineano in modo peculiare. Ciò che conta non è il valore intrinseco della pietra impiegata ma il risalto della sua condizione di origine. Una spiccata sensibilità ecologica e l’uso sapiente di antiche tecniche fanno sì che nei gioielli ‘Aliseda’ siano esaltate le conformazioni naturali piuttosto che il mero valore di mercato. Il prodotto finito diviene così l’ultimo anello di una catena di connessioni fisiche e simboliche tra i cinque elementi: acqua, aria, terra, fuoco, legno; tra la luce e lo spettro dei suoi iridescenti colori, tra gli abissi del mare e le viscere della montagna, e infine anche tra la terra e il cielo se, come vogliono le antiche credenze astrologiche indiane, ogni pianeta del nostro sistema esercita un influsso specifico su ogni pietra e perciò su colui o colei che di quella gemma si adorna.”

(Grazia Marchianò)